La Progettazione UX tra studio e costruzione della fiducia dell’utente


La Progettazione UX (User Experience) è il processo volto a migliorare l’usabilità del cliente nel momento in cui usufruisce di un prodotto o servizio.

 

Al giorno d’oggi parlare di User Experience significa attingere a piene mani dal mondo digitale e dal suo glossario. Test di usabilità, wireframe, visual design e architettura dell’informazione: tutte queste discipline sono funzionali a rendere, in diversa misura, la User Experience memorabile.

 

Perché risulti davvero tale, è importante che tale progettazione sia suddivisa in una serie di fasi, nell’articolo etichettate momenti di studio, attraverso le quali è possibile avere un panorama più chiaro del lavoro che si va ad affrontare.

 

Queste fasi non esulano dal considerare l’utente e la sua esperienza come parte integrante di una progettazione tecnica ma, per certi aspetti, anche empatica, umana, vera, basata inevitabilmente su concetti conosciuti ai più ma sempre attuali: la persuasione e la costruzione di fiducia.

 

Ogni analisi preliminare, ogni fase del processo non può tener conto di un target che, come ormai ribadito in più modi e da più parti, non è più un semplice numero ma parte integrante della costruzione del brand.

Studio preliminare: la User Research e le Personas

Prima di procedere con la fase di progettazione, è importante realizzare una fase di analisi (User Research) che miri soprattutto ad intercettare il target al quale ci si vuole rivolgere e i suoi bisogni primari. La User Research, anche se dovesse essere finalizzata ad intercettare un pubblico operante su piattaforme web, potrà essere condotta in due modi:

 

  1. Offline: sondaggi, analisi di mercato condotte in modo classico, rilevazioni;
  2. Online: ricerche SEO, analisi keyword relative al settore preso in esame, presunte o meno domande che il nostro target pone alle piattaforme di ricerca web.

 

Che la User Research sia stata condotta in un modo o nell’altro, la finalità ultima dell’analisi è comprendere il processo che porta a conquistare la fiducia dell’utente attraverso la Progettazione UX.

La costruzione di fiducia passa dalla definizione di un pubblico di riferimento, anche detto Personas: utenti tipizzati, una sorta di identikit di clienti divisi in categorie con i propri bisogni, le proprie aspirazioni, i propri comportamenti.

 

Definire le Personas permette di circoscrivere in maniera puntuale la propria clientela senza incorrere in brutte sorprese al momento del test, per far ciò è indispensabile raccogliere informazioni demografiche (sesso, reddito, posizione geografica, età) e informazioni psicografiche (comportamenti, interessi, ragioni d’acquisto e necessità).

 

Tale definizione non deve ritenersi un processo da compiere una singola volta. Come per la progettazione UX, variabile in base a numerosi fattori fra i quali il tempo, anche le Personas sono soggetti a cambiamenti più o meno drastici. Il risultato? La modifica delle Personas determina il cambiamento della progettazione e la necessità di rimodularla in base alle differenziazioni emerse.

Studio centrale: entriamo nel vivo della Progettazione UX

Studio centrale: entriamo nel vivo della Progettazione UX

Ma cosa vuol dire in concreto progettare? Proviamo per un momento ad uscire dagli schemi rigidi del mondo digitale ed informatico per calarci nella realtà quotidiana, nel marketing puro come quello che abbiamo appreso fra i banchi.

 

Occorre, come per qualsiasi analisi che si rispetti, analizzare i numeri emersi dalla User Research e, in base a quelli, procedere con il più classico dei Brainstorming. In sintesi, non è errato affidarsi ad una sorta di “analisi SWOT” per capire in seconda istanza come dare a questa analisi la forma più desiderata.

 

In base a ciò che è emerso dal Brainstorming si procede con la stesura di una mappa visiva che, nella sua accezione digitale, potremmo  definire sitemap. Con la sitemap entriamo nel vivo della progettazione UX: è qui che si crea una gerarchia dei contenuti, si definiscono le informazioni ritenute primarie che andranno a comporre il diagramma di flusso.

La UI (User Interface) secondo Graffio: l’acronimo S.F.E.R.E.

Si entra ora in una fase successiva a quella strategica, o meglio, in una fase cruciale all’interno della Progettazione UX: la User Interface. Questa si può definire come una delle prove capaci di attestare in prima istanza la bontà della Progettazione UX. Si tratta della veste grafica data all’interfaccia digitale, il punto di contatto fra le nostre idee e il gradimento dell’utente finale.

 

Noi di Graffio abbiamo trovato un acronimo, composto da 5 lettere, in grado di definire le componenti indispensabili a garantire un’interfaccia grafica di successo: S.F.E.R.E.

 

  • Soddisfazione: la capacità dell’interfaccia di incontrare il favore della clientela perché rispecchia le sue aspettative.

 

  • Facilità di apprendimento: livello di difficoltà/facilità con cui l’utente ha imparato ad eseguire le attività

 

  • Errori: il numero di errori in cui cade l’utente e il tempo in cui riesce ad ovviare ad essi.

 

  • Ricordo: un primo approccio all’interfaccia è sufficiente perché risulti di facile memorizzazione?

 

  • Efficienza: ad un rapido apprendimento, corrisponde un’effettiva capacità di replicare velocemente quanto appreso?

Oltre lo studio: la persuasione e la costruzione di fiducia

L’efficacia di S.F.E.R.E. da sola non basta per attestare la bontà della progettazione UX, perché questa risulti davvero valida entrano in ballo una serie di fattori anche intangibili in certe circostanze.

Si tratta molto spesso di fattori aventi a che fare la credibilità del brand e che, addirittura, come importanza possono scalzare la predominanza dell’interfaccia grafica. Uno su tutti è quello relativo alla tutela dell’utente, ovvero: quanto i dati da lui condivisi al momento della sua esperienza sono tutelati dalla piattaforma? E, ancora, quanto le informazioni riportate sulla stessa sono chiare, veritiere e dimostrabili?

 

Perché l’etica del brand non si nasconda dietro il suo logo, ossia l’etichetta, è importante che la UX al momento della sua progettazione tenga conto anche di questi interrogativi o, quanto meno, raddrizzi la rotta nel momento in cui possano essere riscontrate delle problematiche in tal senso.

 

Perché per aumentare la propria base di brand lovers o, più semplicemente, per dimostrare di essere credibili non basta un design accattivante, occorrono sensibilità e trasparenza nel mondo virtuale come nel mondo reale.


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